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6 motivi per cui in politica vincono i falchi

6 motivi per cui vincono i falchi in politicaUltimamente ho sentito spesso parlare di falchi e colombe all'interno del PdL, PD e M5S. Due mesi fa ho letto il libro di George Lakoff  "Pensiero politico e scienza della mente". Un capitolo del libro è intitolato "Perché vincono i falchi" e subito mi è scattata la molla di andare a rileggere quelle pagine.

La domanda è sorta spontanea, si direbbe: "Cosa vuol dire realmente nel mondo della comunicazione politica essere un falco o una colomba?", "Chi ha più chance di consenso e di vittoria nelle varie diatribe che leggiamo e ascoltiamo nel dibattito politico quotidiano?".

Nel suddetto capitolo, Lakoff riprende il saggio di scienza cognitiva scritto nel 2007 da Daniel Kahneman e Jonathan Renshon dal titolo "Why Hawks Win" (Perchè vincono i falchi). Gli autori spiegano perché i falchi hanno un vantaggio sulle colombe in materia di pace e guerra e perché i decisori politici tendono a stare dalla parte dei falchi.

Secondo gli studiosi sono sei i motivi, o per meglio dire le "distorsioni cognitive", per cui i falchi hanno un vantaggio:

  1. Tendenza all'ottimismo: i generali, come i politici, di entrambi gli schieramenti tendono a essere esageratamente sicuri di vincere, e vincere facilmente dove l'ottimismo domina. In America, l'80% degli automobilisti crede di guidare meglio della media. Un generale che non credesse di vincere non potrebbe mai essere generale a lungo. Così anche i politici hanno una tendenza ottimista. Chi voterebbe un pessimista?

  2. Errore di attribuzione fondamentale: le persone tendono a insistere sulle spiegazioni basate sulla personalità, anziché sulla situazione, per il comportamento degli altri, ma non per il proprio. In preparazione della guerra, ognuno tende a giudicare male le ragioni dell'altra parte. In un'ottica narrativa, la sintesi è questa: "Lui (il nemico) è ostile e aggressivo; io (l'eroe) sono spinto con le spalle al muro e devo reagire aggressivamente.

  3. Illusione di controllo: le persone esagerano il grado di controllo che esse possiedono su importanti risultati, mentre in realtà sono all'opera fattori esterni o casuali.

  4. Svalutazione reattiva: una proposta vale meno perché è stata avanzata dall'altra parte.

  5. Avversione al rischio: le persone tendono a evitare una perdita assolutamente certa in favore di una perdita soltanto potenziale, anche se più grande.

  6. L'effetto esemplare saliente: citare un ben noto esempio di un fenomeno raro tende a far pensare che il fenomeno sia molto frequente. Gli attacchi dell'11 settembre convinsero gli abitanti dell'Iowa e dell'Ohio di essere esposti con un'alta probabilità ad attacchi terroristici.

Kahneman e Renshon non concludono che i falchi hanno sempre torto. Secondo gli autori bisogna imparare a riconoscere queste storture cognitive. Un invito rivolto anche ai media per poterne discutere pubblicamente ogni volta che si presentano.

A tutto questo, George Lakoff aggiunge che la distorsione illuministica consiste nel credere che noi siamo razionali, che queste distorsioni cognitive non esistono in noi - chiunque dica noi - e che noi, come esseri razionali consapevoli, abbiamo accesso diretto ai nostri processi di pensiero e conosciamo le nostre menti.

Adesso pensate ai politici italiani, definite falchi e colombe e chi ha avuto la meglio in termini di risultati elettorali. Il risultato non vi dovrà sorprendere più di tanto. Siete d'accordo?

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